Conclusa l'ottava edizione del Sikula

All’evento più atteso dell’estate sicula hanno partecipato più di cinquemila persone provenienti da tutta Europa e in parte dall’America, capaci di vivere in armonia in un luogo, la cava di croce santa, divenuto per l’occasione multiculturale e multietnico.
La capacità di condivisione degli stessi spazi, l’entusiasmo e la convivenza pacifica delle migliaia di persone che hanno popolato la kermesse decretano il successo di una manifestazione sempre più motivata a crescere e migliorarsi.

La qualità e la notorietà del festival è indubbiamente cresciuta tanto da essere appetibile ad artisti noti nel panorama internazionale come Roy Paci che ha scelto la location del Sikula per festeggiare i suoi dieci anni di attività artistica con la band degli Aretuska ed al seguito numerosi ospiti come Pau (Negrita), Bunna (Africa Unite), Frankie Hi Nrg, Cor Veleno, Nonò Salomone cantastorie siciliano. Durante la serata del 14 Agosto, inoltre, sono state effettuate le riprese di un video per il documentario celebrativo dei dieci anni di Roy Paci e Aretuska, occasione unica per il Sikula e la location che “ospita” la manifestazione, Cava di Croce Santa, che grazie a questa fantastica opportunità ha fatto da set ad un video musicale che verrà distribuito in tutta Europa.
Il Sikula Reggae Festival ha offerto l’occasione di poter lasciare un segno tangibile nella reggae music attraverso il “Sikula Reggae AWARD”.
La prima edizione del concorso ha visto la vittoria degli Arawak (Sardegna), giovane gruppo nato nel 2003 con una forte passione per il reggae roots le cui canzoni affrontano problemi sociali tipici del territorio sardo, e Mimmo and ritual the Club (Sicilia) nei cui testi, in dialetto siciliano, emergono con piglio ironico argomenti che assumono il sapore della provocazione.
Ma il Sikula Reggae Festival non è stato solo una vacanza di musica, la scelta di vivere il festival per più giorni ha regalato tempo ed occasioni per confrontarsi, conoscere esperienze altrui, approfondire tematiche sociali legate o vicine alla cultura reggae.
L'Area Culture ha saputo essere un valore aggiunto alla kermesse musicale, oltre che un momento di riflessione e dibattito in merito alle tematiche proposte. Massiccia è stata la partecipazione all'incontro con Silvia Baraldini. La giornalista partendo proprio dalla musica reggae ha parlato della sua lunga e sofferta storia, sin da quando fu incriminata negli USA come una delle leader delle Black Panther, fino alla sua scarcerazione in Italia. Un evento storico che ha visto una figura come quella di Silvia raccontarsi per la prima volta al popolo siciliano. A conclusione della giornata la presentazione del libro di Peppe Sessa “Una leonessa in Senegal”, l'esibizione del duo “Unduo”, che ha raccolto un vastissimo successo di pubblico, e i tamburi dei “Tam Tam du Sud”.
Numerosi sono stati i dibattiti incentrati sull'avvento dei nuovi media. Un esperimento apprezzato dal popolo del Sikula che ha seguito con attenzione gli incontri sul diritto d'autore e sui nuovi linguaggi artistici. Gruppi storici di hacker come i Freaknet, esperti di nuovi media come Davide Anni e pionieri delle produzioni video indipendenti come la Malastrada film hanno portato le loro esperienze durante i dibattiti, in cui si è discusso di come al giorno d'oggi sia possibile, soprattutto grazie all'avvento di internet, creare e produrre arte ed informazione libera da ogni regime gerarchico-verticale. Oltre ai dibattiti le performance di Vjing - miscelazione di video dal vivo accompagnati dalla musica - hanno aperto le serate che si sono prolungate con le proiezioni di filmati a cura della Malastrada film fino a notte inoltrata.
L’organizzazione, oltre a riconoscere i meriti e i successi della kermesse, si scusa ufficialmente per l’inefficiente funzionamento della Yard assicurando che si è già a lavoro per garantire nell’edizione 2009 un netto miglioramento sia dal punto di vista tecnico che artistico dell’area.
Per l’edizione 2009, inoltre, passaggio obbligato sarà l’introduzione del ticket giornaliero, che consentirà l’ingresso al festival anche per un solo giorno.
Ciao e grazie a tutti i Sikulers… arrivederci al prossimo Sikula!
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